Riporto di seguito una parte di una mail che mi è giunta e che volentieri diffondo. Si tratta del commento di Lello Sforza, Ufficio Stampa FIAB onlus (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), di un articolo pubblicato domenica 11 gennaio scorso sul Corriere del Mezzogiorni a firma di Gianno Donno dal titolo “Arroganti in bicicletta“. Il testo intero è scaricabile e leggibile qui: arroganti-in-bicicletta-l-sforza
(…) Dal 1998 il Codice della Strada ha introdotto l’obbligo: per gli enti proprietari delle strade (quindi Comune, Province, Anas) di realizzare piste ciclabili lungo nuove strade o strade assoggettate a manutenzione straordinaria e di utilizzare almeno il 10% dei proventi delle multe per interventi a favore della mobilità ciclistica e della sicurezza stradale degli utenti non motorizzati; per le scuole di svolgere attività di educazione all’uso della bicicletta all’interno dei programmi scolastici. La legge n. 366/98 sulla mobilità ciclistica ha introdotto l’obbligo per Comuni e Province di dotarsi di piani e progetti di reti ciclabili su strade comunali e provinciali.
La normativa sui mobility manager (Decreto Ministro Ambiente 27 marzo 1998) invece ha introdotto l’obbligo per tutte le strutture private e pubbliche (aziende, enti) con almeno 300 dipendenti ma anche per poli industriali, ospedalieri, scolastici, universitari di dare attuazione ai Piani degli Spostamenti Casa-Scuola e Casa-Lavoro finalizzati a ridurre l’uso individuale dell’auto e a favorire altre modalità di trasporto, più sostenibili, tra cui la bicletta anche in combinazione con i mezzi pubblici.






18:35 on gennaio 19th, 2009 1
[...] Italia esiste una legge ampiamente disattesa che obbliga da dieci anni a dotare di corsia ciclabile tutte le nuove [...]